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Qualche nota personale

Nocera Inferiore, 10 gennaio 2026

Il mio nome d’arte è piCCiCo e sono un artista underground di Nocera Inferiore (SA), che ama definirsi scanzonato e curioso, a volte inquieto ma spesso ironico. Il nome scelto viene dal soprannome con cui amici e conoscenti mi hanno da sempre conosciuto, e che inizialmente odiavo (la scelta di scriverlo con le tre C maiuscole è per richiamare lo stesso tratto che ha la mia firma sui disegni che realizzo).

Compongo musica senza averla mai studiata (la maggior parte degli arrangiamenti è creata in midi manualmente, come se inserissi dei bottoni su un foglio excel completamente vuoto, tutto a orecchio per intenderci) e realizzo video animati senza l’ausilio di programmi ad hoc ma semplicemente con mouse e un software di grafica vettoriale (disegno personaggi, figure ed oggetti in ogni loro forma o azione e li racchiudo in fotogrammi messi in successione per creare il movimento).  

Mi definisco underground perché amo la totale libertà d’espressione creativa e ripudio scendere a patti con mode, furbizie o paletti musicali, né tantomeno con strutture classiche del formato canzone. I miei riferimenti musicali sono molteplici, Sono curioso verso tutto ciò che mi risulta nuovo, originale, anche se complesso o di difficile ascolto. Il mio unico faro è il buon gusto e l’unicità, che considero imprescindibile dall’autenticità. Creo per urgenza interiore e non su commissione, nonostante alcune collaborazioni in passato. Per questo non mi definisco né un musicista e né un disegnatore ma un artista. 

Ho un mondo creativo interiore in continua espansione ma credo che tante delle cose che mi piacerebbe creare, non vedranno mai la luce (ho preso coscienza e consapevolezza del mio talento un po’ tardi…). A questo mio mondo creativo ho deciso un giorno di dargli anche un nome: Area Coltivabile. Il suo nome ricorrerà spesso nella mia produzione artistica, perché tutte le mie creazioni visive e musicali sono la fotografia di quel posto. Sono come una cartolina turistica che spedisco al mondo esterno.

Il disegno che considero il manifesto della mia espressione artistica e creativa, l’ho realizzato per la prima volta venticinque anni fa circa, ed è un occhio volante legato da un filo (vedi disegno sopra). Rappresenta la mia curiosità ma anche il mio sguardo critico. Una sentinella che osserva e svolazza libera ad Area Coltivabile ma che è legata a un filo, quello della realtà esterna e del pensiero terreno.

È l’unica cosa che appare in ogni mio video animato e in ogni mio disegno. Da sempre.

Per quanto riguarda la musica, ho deciso di affiancare al mio nome d’arte, un fantomatico gruppo inesistente: The Rollers, principalmente per timidezza, quasi per protezione. Ma questa scelta poi mi è servita anche per maggiori soluzioni grafiche. E non è poco per un creativo compulsivo come me. Quindi pubblico musica come piCCiCo & the Rollers ma di fatto concepisco e realizzo i miei album in totale autonomia. Scrivo testi e musiche, suono e realizzo tutte le parti musicali con strumenti dal vivo (chitarra e a volte il basso) o in digitale (nota per nota in midi a orecchio), canto, creo gli arrangiamenti, mi occupo dei missaggi e realizzo loghi, foto e grafica per le copertine, i booklet, le mie pagine social e quelle sui servizi di streaming.

Ho fondato l’etichetta personale 22 Note Records, lo studio di registrazione Area Colt Sound Studio e lo studio di produzione video Area Coltivabile Studio, ma sono in realtà invenzioni grafiche e testuali, non commerciali. Un finto tocco professionale a ciò che in realtà è completamente e interamente Home-made/Self-made. Ho inoltre realizzato da solo anche il mio sito ufficiale piccico.com per permettere a chiunque di scaricare gratuitamente la mia musica ed ascoltarla come gli pare, dove gli pare, se gli pare.

I miei inizi

Ho iniziato a suonare la chitarra a quattordici anni circa, perché attirato da una classica di famiglia chiusa in un armadio. Ma soprattutto perché a volte notavo che mi snervava ascoltare musica che non si evolveva come la immaginavo io. Da quell’approccio iniziale, con cui già solo premendo una corda e utilizzando una o due dita, scrivevo subito melodie che poi annotavo su quaderni, ho poi comprato la chitarra della mia vita: Marlene. Una chitarra acustica usata, con cui ho scritto valanghe di giri, melodie e canzoni intere, registrate su nastri che riempivano buste. Una quantità infinita. E così per anni, tra approcci su vari altri strumenti (in primis il basso), esperienze in gruppi musicali, collaborazioni creative, vicende artistiche varie, e la ricerca continua e maniacale di tutte le opere più o meno importanti del passato di quasi tutti i generi musicali.

Ma il poter registrare le mie canzoni su nastro e soltanto tramite una pista (suonando la chitarra e cantando in contemporanea), mi faceva sentire parecchio limitato. Perché nonostante il flusso continuo di creatività (scrivevo e registravo anche più di un brano al giorno) la mia mente immaginava arrangiamenti in contemporanea alla base che suonavo. Immaginavo fiati, violini, tastiere. Così quando mi capitò l’occasione di comprare un quattro piste analogico usato (con registrazione sempre su nastro), non me la feci scappare. Con quel Vesta Fire registrai due album (di cui conservo ancora due copie tra quelle che produssi per gli amici più stretti), i cui brani potevano finalmente avere oltre alla mia immancabile chitarra, a volte un basso, a volte una seconda chitarra, a volte i bonquette, a volte una tastiera (considerando che già due piste su quattro erano obbligatoriamente voce e chitarra di accompagnamento). Firmai quei due lavori come Alph ma in realtà in quegli anni cambiavo spesso nome perchè nessuno di essi mi soddisfaceva. Finchè un giorno, appena sbarcati nel nuovo millennio (proprio nell’anno 2000), esponendo a un amico la difficoltà di trovarne uno che mi rappresentasse,  lui mi aprì gli occhi: “ma tu un nome ce l’hai già! Tutti ti conoscono come Piccico!!”. Effettivamente… 

Poi arrivò a casa mia il PC con Windows 98 (che era fantascienza rispetto al pc precedente che utilizzavo) e scaricai un programmino multitraccia per registrare musica, con sistema midi e possibilità di importare plugins VST (una libreria di strumenti a cui associare le note in midi). Mi si aprì un mondo infinito (o quasi), potendo finalmente creare e registrare musica con la possibilità di utilizzare moltissime tracce e quindi di allargare il mio approccio anche agli arrangiamenti e a suoni più ricercati (anche se la strumentazione era scadente e non appropriata per l’epoca). Fu così che, utilizzando un microfono giocattolo (poi sostituito da uno meno scadente) e un pc limitatissimo di memoria, potenza e hardware, nacque il mio primo album Genesi (2006). Il primo sotto il nome di piCCiCo & the Rollers, e il primo disponibile online in free download, tramite un sito di file sharing. Ma anche il primo e ultimo che ebbe una realizzazione fisica, con tanto di copertina, libretto e adesivi sopra il cd e sulla custodia di plastica (tutto fatto con le mie manine!). Genesi è nato tra ascolti a scatti nelle cuffie, problemi di tutti i tipi sul software che utilizzavo, esportazioni di file che duravano ore, caricamenti infiniti, suoni che scomparivano, tracce che non potevo ascoltare in contemporanea, crash continui, nottate insonni a risolvere problemi di ogni genere, non scherzo. La sua “genesi” è stata veramente ma veramente un calvario! Faticoso e stressante ma estremamente eccitante ed esaltante! Sapevo che quella “mia prima volta” era un passo importante per me, uno switch che avrebbe rivoluzionato il mio modo di comporre e produrre musica. Passavo da canzoni scritte con solo chitarra e voce e registrate su cassette, a brani complessi, pieni di arrangiamenti e suoni variegati, composti direttamente su PC.

Così, partendo dal racconto di quell’estate, e intervallandolo col racconto del mio processo creativo e con alcune riflessioni intime, in soli quattro mesi scrissi e registrai l’intero album! Genesi diede inizio alla mia storia musicale, quella “condivisa”. Per questo è un album che porto nel cuore e che ad ogni ascolto, mi procura profonda emozione! Oltre che meraviglia, per ciò che sono riuscito a fare in così poco tempo e con tutte le problematiche sopra citate. 

Dall’album Genesi (2006) fino al successivo Ehm (2009) ho scritto e registrato innumerevoli brani e demo, ero un fiume in piena, ma avendo vissuto la musica soltanto come una passione (senza entrate economiche) ho dovuto abbandonare lavoretti part time e saltuari (che mi permettevano di avere più tempo libero) e procurarmi lavori fissi sempre più impegnativi, anche distanti. Per questo dal 2010 al 2020 (mentre lavoravo alla realizzazione del mio terzo album) mi son dovuto fermare e mi son potuto dedicare soltanto a collaborazioni artistiche relative a disegni e grafica (tranne poche demo che ogni tanto riuscivo a registrare). Uno stop lungo, dovuto sia alla stanchezza del lavoro che alla vita da pendolare che facevo.

Poi nel 2020, causa perdita del lavoro a due mesi dalla pandemia, che ha sconvolto la mia vita oltre che quella del mondo intero, e costretto a casa dal lockdown, ho ripreso tutto il materiale musicale che avevo conservato, l’ho rimanipolato e ho iniziato anche a produrne di nuovo. La cernita che ne è scaturita ha portato alla realizzazione del mio terzo album Urbanisticaz (2020). Da lì in poi ho ricominciato a creare nuova musica e mi sono iscritto a una società di distribuzione online con cui ho iniziato a pubblicare su Spotify e su YouTube i miei primi tre lavori. Con il successivo album Sparatrap (2022), ho iniziato anche a realizzare video musicali dei miei brani con una tecnica di animazione tutta mia (vedi approfondimento in basso). Tutti scritti, disegnati, montati e prodotti da me.

Quei dieci anni di stop sono stati come una galera. E il mio ritorno a produrre musica è stato mentalmente necessario e liberatorio per riassaporare il gusto della vita.

Così dopo l’album Sparatrap, accompagnato dalla pubblicazione/espansione di 5 video e 4 rivisitazioni di brani sotto forma di remix (ma praticamente ho creato nuovi arrangiamenti, nuove parti, allungato le durate e in alcuni casi stravolto le identità sonore), nel 2024 ho pubblicato il mio quinto lavoro: Aerosol. A cui ha fatto seguito la pubblicazione di un brano rivisitato e la realizzazione di ben 9 video tratti da esso. Tutti realizzati con la mia solita tecnica di animazione.

Attualmente ho da pochi giorni pubblicato il mio 6° album Totem (2026), ho realizzato già un primo video che pubblicherò a breve (che vede per la prima volta animazione e riprese reali in contemporanea, dopo il mini esperimento nel finale del video Che stress), e spero da oggi in poi di poter riuscire a pubblicare almeno un album all’anno!

Lavoro permettendo.

Tecnica animazione video

I miei video animati sono tutti realizzati con la stessa tecnica: una sorta di stop-motion vettoriale. Cioè disegno in grafica vettoriale, personaggi, figure ed oggetti, in ogni loro forma o azione e li racchiudo in fotogrammi messi in successione per creare il movimento (foto 1), compreso i titoli inziali (foto 2). Poi utilizzo un programma di montaggio video per caricare tutti i fotogrammi, aggiungere la traccia audio del brano, ed esportare il tutto in un video. 

La grafica vettoriale è un’immagine digitale composta da punti, linee e curve, che assieme formano un tracciato più o meno complesso, mediante cui viene creata l’immagine (foto 3).

Tutto è iniziato dalla mia grande passione per il cinema di animazione e da un’esigenza specifica: realizzare in autonomia video musicali dei miei brani per diffondere maggiormente la musica che man mano pubblicavo. Così, partendo dalle mie specifiche ma deboli conoscenze tecniche e soprattutto dalla necessità di trovare un metodo semplice ma efficace per poterli realizzare, ho preso un foglietto di carta e ho iniziato a disegnare a mano la struttura fisica di un omino spersonalizzato (foto 4). L’ho poi scansionato su PC e l’ho ricostruito  in vettoriale. La mia idea era che a quell’omino avrei dato nel tempo una personalità semplicemente cambiando i capelli, i vestiti e poco altro (foto 5), ma lasciando intatta sempre la stessa struttura corporea, compreso i connotati (naso, occhi, forma del viso).

Il programma di grafica vettoriale che utilizzo per creare i miei video è il vecchissimo Macromedia Freehand MX (che ho imparato ad utilizzare quando lavoravo in una stamperia di tessuti). Il processo di realizzazione inizia disegnando prima il personaggio o i personaggi  che mi occorrono, in tutte le loro variabili di visualizzazione (foto 6), poi passo agli ambienti e agli oggetti. Inizialmente calcolavo i movimenti e gli spostamenti direttamente su una unica immagine, poi col tempo, dopo errori continui e il tempo buttato a rifarle, son passato al metodo della sovrapposizione, separando quindi le immagini con i fondali da quelle con i personaggi.

Di video in video, acquisendo sempre più dimistichezza e volontà di superare i miei limiti, sono arrivato a realizzare più di 3300 fotogrammi per un singolo video! E a volte con più di due mesi di lavorazione (foto 7). E pensare che nel primo video a stento facevo muovere la bocca ai personaggi e il fondale era quasi sempre una semplice tinta piatta (foto 8)

foto 1

foto 2

foto 3

foto 4

foto 5

foto 6

foto 7

foto 8